Non mi riconosco più: cosa succede quando stai cambiando
QUANDO NON TI RICONOSCI PIU’: LA SENSAZIONE CHE QUALCOSA SIA CAMBIATO
Può capitare di attraversare momenti così, senza riuscire a capire subito cosa stia cambiando dentro.
Ci sono momenti in cui la sensazione è questa: qualcosa è cambiato, ma non è chiaro in che modo.
Le cose che prima funzionavano iniziano a non funzionare più allo stesso modo.
Le reazioni sono diverse.
I pensieri si fanno più confusi.
A volte anche le relazioni sembrano perdere una forma che prima era più stabile.
Può crearsi una distanza tra ciò che si muove dentro e il modo in cui riesci a stare nella tua vita quotidiana.
Come se una parte di te fosse già altrove, mentre il resto prova ancora a restare dove era prima.
E questa distanza può portare una domanda difficile da sostenere:
“Cosa mi sta succedendo?”
oppure
“Perché non mi riconosco più?”
NON E’ QUALCOSA CHE NON VA: QUANDO IL CAMBIAMENTO E’ UN PASSAGGIO
Quando questa sensazione compare, è facile pensare che ci sia qualcosa di sbagliato.
Che si stia perdendo il controllo.
Che si stia tornando indietro.
Che ci sia un problema da risolvere il prima possibile.
In realtà, in molti casi, non si tratta di qualcosa che “non va”.
Si tratta di un passaggio.
Ci sono fasi della vita in cui il modo abituale di stare nelle cose non è più sufficiente, ma il nuovo modo non è ancora chiaro.
È una zona intermedia, spesso poco nominata, in cui si lascia qualcosa senza avere ancora una forma definita verso cui andare.
È proprio qui che può emergere la sensazione di non riconoscersi più.
COSA SUCCEDE DENTRO QUANDO NON TI RICONOSCI PIU’
Durante questi passaggi, alcune dinamiche interne sono frequenti.
Perdita di riferimenti
Quello che prima orientava — ruoli, abitudini, modi di pensare — non funziona più nello stesso modo. Questo può creare disorientamento.
La mente che cerca spiegazioni
La mente prova a dare senso a ciò che accade.
Cerca cause, etichette, soluzioni rapide.
Ma non sempre il senso è immediatamente disponibile.
Il corpo che segnala
Possono comparire stanchezza, tensione, difficoltà a rilassarsi, oppure una sensazione di attivazione costante.
A volte il corpo sembra più sensibile, come se ogni stimolo arrivasse più forte, più diretto.
Queste reazioni non sono casuali: fanno parte del modo in cui il sistema mente-corpo attraversa il cambiamento.
In alcune fasi, questo cambiamento si accompagna anche a emozioni particolarmente intense, difficili da sostenere o da comprendere.
▹ Puoi approfondire questo aspetto nell’articolo “Sentire intensamente”: cosa succede quando le emozioni diventano difficili da sostenere.
SISTEMA NERVOSO E CAMBIAMENTO: PERCHE’ E TUTTO SEMBRA PIU’ DIFFICILE
Quando attraversiamo una fase di cambiamento, anche il sistema nervoso è coinvolto.
In termini semplici, il sistema nervoso è ciò che regola il modo in cui percepiamo sicurezza, attivazione e stress.
Quando i riferimenti abituali cambiano, il cervello può iniziare a percepire una riduzione della prevedibilità.
Questo porta il sistema nervoso a spostarsi più facilmente in stati di allerta (attivazione) o, al contrario, di stanchezza e chiusura.
Dal punto di vista neurofisiologico:
➤ aumenta l’attività delle aree legate alla rilevazione della minaccia (come l’amigdala)
➤ si riduce temporaneamente la capacità di regolazione della corteccia prefrontale (coinvolta in chiarezza, decisione, organizzazione)
➤ il corpo può restare più a lungo in uno stato di attivazione o affaticamento
Per questo:
➤ tutto può sembrare più intenso
➤ le reazioni possono essere più rapide o più difficili da modulare
➤ prendere decisioni o “fare chiarezza” può risultare faticoso
Non è solo una questione mentale.
È un’esperienza che coinvolge il corpo, le emozioni e il modo in cui stiamo nelle relazioni.
Comprendere questo può aiutare a spostarsi da una lettura giudicante (“c’è qualcosa che non va”) a una più realistica:
il sistema sta cercando un nuovo equilibrio.
In questi momenti, anche riconoscere i propri limiti e ridurre gli stimoli può diventare fondamentale.
▹ Approfondisco questo passaggio nell’articolo “Dire no quando è difficile”.
QUANDO CHIEDERE SUPPORTO PSICOLOGICO IN UNA FASE DI CONFUSIONE
Non tutte le fasi di cambiamento richiedono un supporto psicologico.
Alcune si attraversano nel tempo, con le proprie risorse.
Ci sono però situazioni in cui può essere utile non restare soli.
Ad esempio quando:
▹ la sensazione di confusione dura da tempo e non si chiarisce
▹ si sperimenta un blocco nelle scelte o nella vita quotidiana
▹ emerge un senso di isolamento o distanza dagli altri
▹ le reazioni emotive o corporee diventano difficili da sostenere
In questi casi, uno spazio di supporto psicologico può offrire qualcosa di specifico:
un luogo in cui ciò che è ancora indistinto può essere pensato, senza essere forzato o semplificato troppo presto.
↬ Quando questa fase si prolunga o diventa difficile da sostenere, può essere importante non restare soli nel provare a orientarsi. INIZIA DA QUI
ATTRAVERSARE IL CAMBIAMENTO SENZA DOVER CAPIRE TUTTO SUBITO
Non sempre è possibile capire tutto subito.
Ci sono passaggi che chiedono prima di tutto di essere attraversati, non risolti.
Di essere ascoltati, più che interpretati.
Nel lavoro che porto avanti come psicologa, l’attenzione è proprio a questo tipo di processi:
offrire uno spazio in cui mente e corpo possano ritrovare una forma di stabilità, mentre qualcosa si sta trasformando.
Non per tornare a come era prima,
ma per lasciare che emerga, gradualmente, un modo nuovo e più aderente di stare nella propria esperienza.
Non devi per forza farlo da solo/a.
Se ti riconosci in questa esperienza, puoi richiedere un primo colloquio orientativo QUI .
È uno spazio per fermarsi e iniziare a dare forma a ciò che sta cambiando.